Disturbo da attacchi di panico

L'attacco di panico è l'urlo del cervello.
L'attacco di panico è la bugia del cervello.
L'attacco di panico è un corpo estraneo.

Chi l'ha provato lo descrive come un'esperienza sconvolgente, terribile, devastante.

Alcuni riferiscono la paura di morire, la paura di impazzire o di perdere il controllo di emozioni e comportamenti.

Altri riferiscono una forte difficoltà respiratoria che porta ad un vero e proprio senso di soffocamento, altri provano un senso di pressione a livello toracico, accompagnato da fitte e forti dolori al braccio che fanno subito pensare all'infarto, altri ancora una sensazione di "anestesia" alle braccia o alle gambe che fa pensare ad una paralisi.

Tutto è falsato, più ovattato. I suoni, le voci, i colori, la luce diventano insopportabili.

Quello che si prova, è una vera e propria tempesta chimica, biologica, neurovegetativa.

Esaurita la fase acuta si entra nella fase post critica dove ci si sente ancora profondamente provati ed esausti e si avverte un forte bisogno di dormire, per recuperare le forze e le energie perdute. Ma al risveglio riaffiora quella sensazione di angoscia e di precarietà nei confronti della propria vita e del proprio futuro.

Così compare la "paura di aver paura".